Missioni
I bambini di Dio
Il
convento di Gaggiola rappresenta, da sempre, un canale privilegiato e
sicuro per trasferire aiuti al Burundi. Accade così da più
di trent’anni. Qualcuno, infatti, partendo proprio da questo
convento, trent’anni fa ha avviato in Burundi una presenza
francescana, che è sopravvissuta alla violenza e continua a
crescere. Dapprima si e trattato di una sola casa. Via via, si è
formato un villaggio della carità e della gioia, che si chiama
"Casa S. Francesco". L’attuale responsabile è
P. Flavio, l’ultimo parroco frate della nostra parrocchia di
Gaggiola. Vi abita una popolazione sorprendente. Con un centinaio di
adulti, vivono duecento bambini, che sono stati in gran parte
recuperati, quasi scheletri, sulla soglia della morte. Ora sono
sostenuti a distanza da genitori adottivi.
Accanto a loro, per farsi perdonare
Altra
area privilegiata dell’intervento caritativo, nostro e dei
nostri collaboratori, è stata la realtà più
raccapricciante del mondo: alcune centinaia di famiglie di malati di
lebbra, che ci siamo presi a carico fin da principio. Sono stati
raccolti e inviati fondi, medicinali, vestiti. Una forte solidarietà
che prosegue tuttora. I lebbrosi che ci riguardano sono diminuiti
molto di numero, ma l’impegno nostro rimane. E consente a quei
poveretti di continuare a vivere. C’è qui, a La Spezia,
un gruppo di volontari che, per loro, raccolgono, selezionano e
spediscono medicinali, viveri e indumenti. Carità che si
trasforma in vita.
Non di solo pane
Sembrerebbe
impossibile collaborare da qui con i missionari al centro
dell’Africa, nell’annuncio del Vangelo e nel fare
l’Eucarestia. Ma, siccome anche ciò che è diretto
all’anima, passa attraverso inevitabili strutture materiali, la
nostra comunità spezzina si è impegnata a contribuire
alla loro realizzazione. Abbiamo finanziato la costruzione di chiese,
di scuole, di strutture diverse attraverso le quali si promuove
integralmente la vita e la persona, dalla culla alla tomba. Si fa per
dire, perché in realtà in Burundi le culle non esistono
e le tombe sono semplici fosse nel campo. Il contributo più
consistente alla edificazione della nostra chiesa parrocchiale in
Burundi lo ha versato il giovane Alberto Bernardi, che ha posto a
fondamento della Missione la sua stessa vita, sacrificata in un
incidente sul lavoro.